venerdì 10 settembre 2010

Fratelli in Erba

Fratelli in Erba (2009, regia Tim Blake Nelson)



Bill e Brady (entrambi interpretati da Edward Norton) sono due gemelli uguali nell’aspetto, ma completamente differenti nel mondo di pensare. Il primo ha deciso di lasciare il piccolo paese di provincia dove è nato per diventare un affermato professore di Filosofia Classica, mentre il secondo ha preferito rimanere nella sua terra natia, dedicandosi alla produzione e al relativo commercio illegale della marijuana. È ormai una vita che questi fratelli non hanno notizie l’uno dell’altro e le cose sembrano destinate a rimanere invariate. Un giorno però Bill riceve la notizia dell’assassinio di Brady, ucciso in seguito ad un affare di droga andato male. Decide quindi di lasciare momentaneamente il suo posto di professore per far ritorno in Oklahoma, ma al suo arrivo viene accolto da una sorpresa inaspettata: suo fratello in realtà non è morto e ha intenzione di farlo diventare il complice di un crimine.

Partiamo subito con una precisazione fondamentale: Fratelli in Erba non è la commedia scanzonata che il trailer e la titolazione italiana vorrebbero subdolamente dare ad intendere. È in realtà una pellicola che alterna toni profondamente drammatici ad altri decisamente più leggeri e ha come pregio principale quello di non essere scontata. Il tema “fratelli, flagelli” non è certo nuovo al mondo del cinema, ma il regista/sceneggiatore Tim Blake Nelson (che nel film appare nel ruolo di Bolger) è riuscito a reinterpretarlo in maniera vincente, regalandoci una tragicommedia ricca di rimandi a nomi altisonanti come Whitman (a cui si riferisce il titolo originale: Leaves Of Grass), Shakespeare, Catullo, Plauto, Sofocle, Saffo e molti altri ancora. Una serie di citazioni più o meno evidenti che intervengono lungo la narrazione, a cominciare dai primi minuti. È proprio nell’incipit del film infatti, all’interno del quale il professore Bill tiene una lezione sul pensiero di Socrate e l’illusione di equilibrio che l’uomo tenta continuamente di raggiungere, che risiede la chiave attraverso cui interpretare questa storia che, cosa fondamentale, non cerca comunque di darsi più importanza del dovuto.

Per quanto riguarda il protagonista Edward Norton, riesce ad essere più che convincente in questo doppio ruolo. Si tratta di un lavoro meno scontato di quanto possa sembrare, peccato quindi che il doppiaggio penalizzi irrimediabilmente quest'interpretazione (guardandolo in lingua originale si può infatti notare la differenza d’accentro tra i due fratelli). I suoi Bill e Brady, come il resto delle persone che li circondano, sono solo pedine nelle mani del destino, i cui piani – fratelli Coen docet – sono sempre imprevedibili.

Pubblicato su ScreenWEEK

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per questa recensione. Nonostante il nome del regista e dell'attore protagonista, anche io purtroppo, a giudicare dal trailer e anche dallo stupidissimo titolo italiano, avevo pensato ad una stronzatina, anche se effettivamente so benissimo che non devo fidarmi di questi elementi...

Ale55andra

FiliÞþØ ha detto...

Quello di cambiare titoli e trailer a loro piacimento è un vizio che proprio non riescono a togliersi... Ricordo ancora lo scempio che hanno fatto con I Love You Philip Morris. Un film completamente diverso da quello che hanno fatto credere al pubblico.

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