lunedì 30 agosto 2010

Nightmare

Nightmare (2010, regia Samuel Bayer)



La vita dei giovani abitanti di Elm Street è sconvolta da un’inquietante figura, che compare loro in sogno. Si tratta di un uomo orribilmente sfigurato, che indossa un vecchio maglione rosso e verde a righe, un cappello rovinato e un guanto con dei coltelli affilati al posto delle dita. Quando uno di questi ragazzi muore in modo violento, tutti si rendono conto che quello che accade nei loro sogni non è solo frutto della loro immaginazione, ma accade anche nella realtà. L’unica possibilità di sopravvivenza è non dormire.
Chi è quest’uomo misterioso e cosa vuole da loro? I quattro amici sopravvissuti cercheranno in tutti i modi di scoprirlo, arrivando a capire che c’è qualcosa nel loro passato che li lega a questo demone malvagio, il cui nome è Freddy Krueger.

Ecco che Nightmare, remake dell’omonimo cult diretto nel 1984 da Wes Craven, arriva nelle sale italiane. L’incubo è riuscito a regalarcelo, nel senso che si potrebbero passare nottate intere senza dormire pensando a come sia stato possibile, con un punto di riferimento così alto, creare un film così mediocre. Perché, dispiace dirlo, non esiste sul serio aggettivo migliore per definire la pellicola diretta da Samuel Bayer. La cosa stupisce ancora di più perché, almeno sulla carta, questo progetto possedeva tutte le caratteristiche per diventare un ottimo prodotto di genere. Un cast di giovani attori, provenienti per lo più dalla televisione, pronti per essere mandati al macello; un malvagio protagonista, Jackie Earle Haley, che avrebbe dovuto fare i conti con la pesante eredità di Robert Englund, è vero, ma su cui erano tutti pronti a scommettere; un regista che finora si era cimentato solo con il mondo dei videoclip, ma che era comunque riuscito a distinguersi, dimostrandosi particolarmente promettente.

Cos’è allora che non funziona? Incredibile a dirsi la storia. Non perché sia stata riadattata in una maniera tale da risultare altro rispetto all’originale, ma proprio perché lo ricalca nella maniera peggiore, seminando citazioni a casaccio e distruggendo quell’atmosfera oscura che al tempo – e a dire la verità ancora oggi – aveva fatto la fortuna di questa saga e dei suoi protagonisti. Il risultato è una serie di scene confezionate in maniera impeccabile, che prese singolarmente possono anche funzionare, ma che nell’insieme danno più che altro l’idea di una raccolta di sketch uniti senza tener conto della linearità del racconto. Quasi del tutto assente – e questo è un errore gravissimo – la confusione tra realtà e dimensione onirica (ogni sogno viene evidenziato attraverso l’uso di stacchi o dettagli che ne sciupano irrimediabilmente la sorpresa). I personaggi sono più che altro abbozzati e sul serio non si riesce a tifare per nessuno. Perfino Freddy Krueger, a cui in teoria non servirebbe molto per funzionare, viene coinvolto in questo mercatino dove i colpi di scena sono svenduti un tanto al chilo. Un vero peccato perché l’impegno di Jackie Earle Haley è stato molto e si vede.

Nessuno si aspettava un capolavoro, ma un lavoro dignitoso o perlomeno coraggioso come l’Halloween di Rob Zombie era forse chiedere molto? Sul serio qualcuno può accontentarsi dell’ennesimo teen horror che ricicla alla meno peggio i vecchi cult del passato?

Pubblicato su ScreenWEEK

4 commenti:

Roberto Fusco Junior ha detto...

Siamo d'accordo! Come ci sono potuto cascare, mi chiedo adesso.

Anonimo ha detto...

Come volevasi dimostrare...hanno solo sfruttato il nome, pura operazione commerciale.

Ale55andra

FiliÞþØ ha detto...

@ Roberto Fusco Junior: penso che in realtà ci siamo cascati proprio perchè, come ho detto, aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo film

@ Ale55andra: purtroppo si, il brutto è che molto probabilmente faranno il sequel

Luciano ha detto...

Peccato, un'occasione persa. Non so se andrò a vederlo.

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