martedì 4 maggio 2010

Nightmare

Nightmare - Dal profondo della notte (1984, regia Wes Craven)



Nelle storie di tensione il sonno ha sempre rappresentato un rifugio, un modo – solitamente il più efficace – per sfuggire dall’orrore che in precedenza aveva sconvolto le vite dei protagonisti. Questo perché da sempre si è associato il dormire ad una specie di rinascita interiore, la maniera perfetta per scaricare la tensione.
Dormi ora, tutto è finito, ci sono io accanto a te!”. Quante volte abbiamo sentito parole come queste all’interno di storie di genere e quante volte questo momento di apparente calma è servito anche a noi per scaricare la tensione accumulata lungo la visione.
Nel 1984 Wes Craven con il suo A Nightmare on Elm Street (Nightmare – Dal profondo della notte, in Italia) ha demolito questi luoghi comuni, inserendo l’orrore in un territorio fino a quel momento irraggiungibile: il sogno.
Un’idea che trae spunto da un’inquietante fatto di cronaca (la storia di un adolescente americano tormentato da incubi e morto in circostanze misteriose), già sulla carta vincente, questo perché profanando il nostro inconscio riesce a renderci del tutto vulnerabili, ma che incredibilmente non riusciva a trovare uno sbocco commerciale.
“Non è reale, non farà mai paura!”. Questi erano i commenti della maggior parte dei produttori, convinti che una storia simile non avrebbe mai fatto presa sul pubblico. L’unica a credere nel progetto, fortunatamente, è stata la New Line Cinema che, con una mossa più che azzardata, ha scelto Nightmare per il suo esordio nel mondo della produzione e della distribuzione. Un rischio ripagato nel migliore dei modi. Il film, costato poco più di due milioni di dollari, ha infatti incassato più di 20 milioni di dollari nel giro di poche settimane, consacrando una delle figure più note all’interno della cinematografia horror mondiale.
Freddy Krueger (magistralmente interpretato da Robert Englund) e il suo letale guanto artigliato sono entrati a far parte della leggenda, modificando il concetto di Slasher e inserendolo in una dimensione ambigua e affascinante.
Dove comincia il sogno? Dove finisce la realtà? È questa la principale carta vincente della storia, il fatto di non poter mai dire con convinzione “Ora siamo salvi!”.
Non c’è reale salvezza in questo mondo. Lo sanno bene la giovane protagonista Nancy (Heather Langenkamp) e il suo ragazzo Glen (un giovanissimo Johnny Depp al suo esordio sul grande schermo), ma lo sa soprattutto il pubblico. E, inutile dirlo, è questa la cosa che più ci piace, no?

Pubblicato su ScreenWEEK

1 commento:

Roberto Fusco Junior ha detto...

Un film importante e molto bello.
Ciao grande!

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