martedì 15 maggio 2007

Essi Vivono

Essi Vivono (1988 , regia John Carpenter)


Gli alieni vivono tra noi, ci comandano, ci controllano. Nascosti dietro giacca e cravatta osservano le nostre vite e ne prendono parte. Sono loro, i potenti, che dall’alto delle loro scrivanie decidono le sorti di un mondo occupato silenziosamente.
John Carpenter tratta a suo modo un tema classico della cinematografia fantascientifica anni ’50. Qui la minaccia non è comunista, ma capitalista e il riscatto viene dalla classe operaia. Tramite occhiali scuri che non annebbiano la realtà, ma la mostrano nel suo totale, un giovane vagabondo riesce a vedere l’entità concreta di questo complotto spaziale. Guardando attraverso lenti scure il nostro eroe vede la luce, ma non rimane abbagliato. Tutto è controllo, ordine subdolo, silenzioso comando. Un bombardamento di messaggi subliminali che ottenebra le menti dei poveri umani, organizzato da scheletrici colletti bianchi. Pochi oltre lui sanno. Nascosti nelle loro basi cercano di mandare segnali ad un’umanità ignara, che non riesce a cogliere il pericolo.
Il low budget giova a Carpenter, è il suo terreno ideale. Il regista trasforma una piccola produzione in una dura critica politica che raggiunge il suo apice nella raffigurazione aliena del Presidente degli Stati Uniti. Ricalcando quella essenzialità che lo contraddistingue confeziona un’opera che, dietro una sottile e manifesta facciata trash, manda un intelligente e leggero messaggio di protesta. L’uso di semplici metafore visive diventa il tramite di un discorso tutt’altro che retorico, accolto dallo spettatore senza il minimo sforzo intellettuale. Ancora una volta Carpenter raffigura eroi coinvolti loro malgrado negli eventi, ma pronti ad immolarsi per una giusta causa. Il salvatore dell’umanità ha le rozze sembianze di un wrestler professionista, alias Roddy Piper (interprete di un ruolo che comunque sembra fatto apposta per Kurt Russel, collaboratore storico del regista).
Spinto da una profonda ispirazione, dovuta ad un messaggio particolarmente sentito, il regista ha dato vita ad un piccolo gioiellino fantahorror, di cui ha curato musiche e sceneggiatura (sotto lo pseudonimo di Frank Armitage).
Questo è il Carpenter che più si fa adorare, capace di creare opere impegnate e leggere al tempo stesso.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Graffiante satira alla Carpenter.
Cult a tutti gli effetti!
E poi Roddy Piper é un grande!
Nella mia personale collezione di DVD

FiliÞþØ ha detto...

Anche nella mia...;)

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