Quanto conosciamo realmente dell’Afghanistan? Forse molto poco. In verità si tratta di uno stato diverso dagli stereotipi che i media hanno contribuito a creare nell’immaginario occidentale e che, soprattutto, sta cercando di recuperare gran parte del “tempo perduto”.
È questo quello che vuole farci capire Valentina Monti con il suo Girls on the air, un documentario che cerca di mettere in evidenza un nascente fermento che, come ogni seme piantato con amore, sta dando i suoi splendidi frutti. Simbolo di tutto questo è la giovane Humaira Habib, giornalista e manager di Radio Sahar, la prima radio comunitaria e indipendente, nata dopo la caduta del regime talebano, diretta e gestita da donne e che trasmette dalla città di Herat, vicino al confine tra Afghanistan ed Iran.
È questo quello che vuole farci capire Valentina Monti con il suo Girls on the air, un documentario che cerca di mettere in evidenza un nascente fermento che, come ogni seme piantato con amore, sta dando i suoi splendidi frutti. Simbolo di tutto questo è la giovane Humaira Habib, giornalista e manager di Radio Sahar, la prima radio comunitaria e indipendente, nata dopo la caduta del regime talebano, diretta e gestita da donne e che trasmette dalla città di Herat, vicino al confine tra Afghanistan ed Iran.
