lunedì 30 gennaio 2012

Millennium – Uomini che Odiano le Donne, la recensione

Regia: David Fincher 
Cast: Daniel Craig, Robin Wright, Stellan Skarsgård, Rooney Mara, Christopher Plummer, Goran Visnjic, Elodie Yung, Alan Dale, Steven Berkoff, Geraldine James 
Durata: 2h 38m 
Anno: 2011 

Il giornalista Mikael Blomkvist (Daniel Craig) viene contattato da Henrik Vanger (Christopher Plummer), un ricco industriale svedese, per far luce su una misteriosa sparizione avvenuta molti anni prima all’interno della sua famiglia. Sono ormai quarant’anni, infatti, che l’uomo cerca di fare luce sul più che probabile omicidio della giovane nipote, che da un giorno all’altro si è come volatilizzata. Tra i principali sospettati ci sono gli stessi membri di questa famiglia. Ad aiutare Mikael nelle indagini la giovane Lisbeth Salander (Rooney Mara), un agente investigativo tanto stravagante e fuori dagli schemi quanto brava. 


Proseguendo un’ideale strada che ha trovato la sua esaltazione nel 2010, con The Social Network, ecco che David Fincher ci regala l’ennesimo blockbuster intriso di cinema e virtuosismi con Millennium – Uomini che odiano le donne, trasposizione cinematografica del romanzo Uomini che odiano le donne, scritto dal defunto Stieg Larsson e precedentemente adattato per il grande schermo nel 2009. Diciamo subito che confrontata con il prototipo svedese quest’opera vince nettamente ma è altrettanto vero che si tratta di una vittoria tutto sommato facile, visto che il film diretto nel 2009 da Niels Arden Oplev, non è nient’altro che un prodotto “nella media”. Trovatosi a disposizione un budget decisamente maggiore e un cast di grandi nomi Fincher ha semplicemente fatto quello che gli riesce meglio, mettendo al servizio di un prodotto (più o meno) commerciale la sua bravura e la sua voglia di sperimentare rimanendo nell’ombra, offrendoci movimenti di macchina silenziosi e suggestivi allo stesso tempo, splendidamente accompagnati dalle musiche ossessive di Trent Reznor e Atticus Ross. Ed è proprio in questo che risiede la marcia in più di Millennium – Uomini che odiano le donne, nel fatto di essere un’opera di gran classe e questo al di là della storia o delle situazioni che presenta. 

A questo si unisce una coppia di protagonisti che convince e anche parecchio, a cominciare dall’androgina Rooney Mara, in grado di racchiudere al suo interno i più svariati stati d’animo, alternando fragilità, forza e sensualità in un connubio efficace che trova la sua esaltazione in una serie di sequenze, le più chiacchierate, decisamente forti ma non così eccessive come si era voluto far intendere. Non si tratta certo di un capolavoro, sia chiaro, ma una cosa è certa: ancora una volta David Fincher è riuscito a dimostrarsi un regista consapevole delle sue capacità e in grado di gestire qualsiasi situazione cinematografica con una professionalità e uno stile unici.

Pubblicato su ScreenWEEK

2 commenti:

Ester Moidil ha detto...

Ohi ohi. Non ne parli male, ma neanche tanto bene... Inizio a preoccuparmi o aspetto venerdì?

FiliÞþØ ha detto...

Diciamo che per quanto mi riguarda con The Social Network Fincher ha raggiunto una vetta che non è riuscito ad eguagliare. Ma si tratta sempre di un bel film...

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