lunedì 1 novembre 2010

Due cuori e una provetta

Due cuori e una provetta (2010, regia Josh Gordon, Will Speck)



Kassie (Jennifer Aniston) è una splendida donna, single e con una carriera ben avviata. L’unica cosa che manca nella sua vita è un figlio, ma non ha certo intenzione di arrendersi. Stanca di aspettare invano il principe azzurro Kassie, ha infatti deciso di realizzare questo desiderio con l’aiuto dell’inseminazione artificiale. Una volta scelto il donatore giusto, Ronald (Patrick Wilson), non resta che procedere, ma Wally (Jason Bateman), il migliore amico della futura mamma, non riesce ad accettare la cosa. Una sera, durante un party in onore di questa maternità, l’uomo, completamente ubriaco, cambia il suo seme con quello di Ronald, per poi perde coscienza e rimuovere ogni cosa. Quando però, sette anni dopo, la donna torna a fargli visita con suo figlio Sebastian, Wally non può fare a meno di notare le numerose somiglianze che lo legano al bambino. E lentamente comincia a ricordare.

Dopo l’improvvisa voglia di maternità di Jennifer Lopez, protagonista di Piacere sono un po’ incinta, ecco che un’altra recente uscita cinematografica si occupa del tema (per molti) scabroso dell’inseminazione artificiale.
Tratto dal racconto Baster, scritto dal Premio Pulitzer Jeffrey Eugenides, Due cuori e una provetta (come al solito il titolo originale The Switch rispecchia meglio l’essenza della storia) è una commedia che, pur non possedendo caratteristiche tali da renderla un capolavoro, risulta piacevole sin dalla prima inquadratura. Merito ovviamente di una storia leggera e al tempo stesso estremamente delicata, sorretta da un cast che indubbiamente sa il fatto suo e che può contare su due interpreti che da soli sono in gradi di sopportare il peso di tutto il film: il primo è Jason Bateman, della cui bravura sembra si stiano finalmente accorgendo tutti, nel ruolo di un uomo bloccato dalle sue ossessioni e insofferenze; lo segue a ruota il suo piccolo clone Thomas Robinson, in grado di raggiungere picchi di espressività a dir poco commoventi.

Il resto scorre liscio come l’olio, tra vecchie conoscenze del cinema – come Jeff Goldblum e Juliette Lewis – e consuete evoluzioni di trama. Magari il tutto potrà risultare prevedibile, è vero, ma non noioso. E già questa è una grande conquista.

Pubblicato su ScreenWEEK

1 commento:

perso ha detto...

Sinceramente non mi ispira, poi mi fa rabbia il solo pensiero della Aniston sempre incastrata in commediucce.

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