venerdì 6 marzo 2009

L’onda

L’onda (2008, regia Dennis Gansel)



Che Rainer Wenger sia un professore fuori dal comune lo si capisce subito. Al posto della classica “divisa” che il ruolo impone predilige i meno impegnativi jeans e maglietta (possibilmente sponsorizzata da qualche gruppo punk del passato) e con i suoi studenti cerca di abbattere ogni possibile muro, facendosi chiamare per nome.
Trovatosi a parlare, suo malgrado, dei totalitarismi (lui che tanto avrebbe voluto tenere il corso di anarchia, forse in ricordo dei vecchi tempi) durante la cosiddetta “Settimana a Tema” indetta dal suo liceo, il professore decide di tentare la via dell’esperimento.
Ricreare un piccolo regime all’interno della sua classe, con tanto di nome (l’Onda), saluto, divisa, cameratismo e insofferenza nei confronti dei non adepti.
Ma nel giro di sette giorni la situazione sembra perdere controllo.

Il primo giorno di lezione sul totalitarismo, uno studente tedesco sentendo parlare di Terzo Reich reagisce dicendo “Ancora, che palle!”. Cinematograficamente parlando non ha tutti i torti, viste le continue variazioni sul tema che sono giunte e continueranno ad arrivare (questo perché difficilmente il dolore potrà placarsi).
L’Onda però è un caso a parte e la meditazione sul Reich è solo un riflesso condizionato, dettato più che altro dall’ambientazione.
Quello di Gansel è un film che riflette sulla situazione, non sul passato, e proprio per questo è terribilmente attuale (“Quello che manca alla nostra generazione è qualcosa che crei coesione”, dice saggiamente un altro dei protagonisti).

La storia si ispira ad un fatto realmente accaduto, l’esperimento tenuto nel 1967 dal professor Ron Jones a Palo Alto, che già in passato aveva ispirato il cinema tedesco (The Experiment di Oliver Hirschbiegel).
Il risultato è un film che coinvolge per ritmo e recitazione, ma che delude per una scelta narrativa troppo marcata e, in alcuni momenti, troppo frettolosa.
Il finale, con tanto di primo piano in moviola e fermo immagine, ricalca una certa maniera di fare cinema, che si potrebbe definire “alla Derrick”.
Ci si può vedere la cosiddetta “presa di coscienza”.
Studiatevelo bene quel volto, visto che da noi l’esperimento pare (qui lo dico e qui lo nego) lo stiano tentando fuori dalle scuole.

Pubblicato su Livecity.it

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Cercherò di recuperarlo al più presto. La tematica mi sembra alquanto interessante.
Ale55andra

FiliÞþØ ha detto...

indubbiamente...un film sicuramente interessante.

°Francè° ha detto...

Visto qualche giorno fa!
Molto molto interessante, e ancor di più alla luce dello spunto reale della vicenda. Forse un po' sempliciotto nella realizzazione, ma una storia così probabilmente non aveva bisogno di troppi orpelli registici. E l'inquadratura finale del prof si fa perdonare queste mancanze.
Che bello il tuo blog =)

Francè ha detto...

Dimenticavo :), sono l'amico di Raf, Pasquale and co! Ci vediamo!

FiliÞþØ ha detto...

ciao Francè!
Grazie mille per la visita e per il complimento! :)
A presto!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...