domenica 7 aprile 2013

Quando il cinefilo chiede giustizia, la delicata questione del Remake


Alzi la mano chi non si mette a borbottare ogni volta che viene annunciato il remake di un vecchio cult del passato. È quasi un riflesso incondizionato: viene pronunciata quella parola odiosa (molto spesso sostituita con l’ancora più odioso termine “reboot”) e nel web si sollevano orde di fan carichi dei migliori pregiudizi e pronti a gridare al sacrilegio. Anch’io sono tra questi, sia chiaro, anzi, da bravo appassionato di film horror mi ritrovo praticamente ogni mese a borbottare sul fatto che ormai in quel di Hollywood non ci siano più spunti validi e le grandi case di produzione cerchino di giocare facile riciclando le idee vincenti che qualcuno ha avuto molto tempo prima.


Il fatto poi di poter dire una volta viste “Lo sapevo io! L’avevo detto che non ne sarebbe mai uscito fuori qualcosa di buono!” è una magra consolazione. Quello che rimane è l’aver profanato per puro motivo economico una serie di pellicole che difficilmente potranno essere eguagliate o superate. Basta pensare a quello che hanno combinato a titoli come Nightmare, Venerdì 13, Atto di Forza. Sono cose che lasciano il segno, peggio di una delusione d’amore. Cose che ti fanno perdere la fiducia nei confronti di chiunque dica “Questa volta sarà diverso! Tratteremo con il dovuto rispetto l’originale. Il nostro è un omaggio, voluto soprattutto per avvicinare le nuove generazioni a questi cult”.

Ma la verità è che: 1- Le nuove generazioni hanno standard ben diversi e non è detto che apprezzino il gesto (si veda ad esempio il risultato al boxoffice di pellicole valide come The Last Stand o Jimmy Bobo – Bullet to the Head, il cui pubblico di riferimento è solo ed esclusivamente quello cresciuto con il mito dei film action anni ‘80/’90); 2- Se c’è qualche giovane cinefilo interessato a ripescare i vecchi cult del passato può trovarli nel giro di pochi minuti, grazie alla vasta offerta del web; 3- Ora, vista anche la campagna di sdoganamento del “vecchio e glorioso cinema di una volta” ad opera di Tarantino & Co., ha decisamente più senso vedere l’originale e non un remake.


Insomma, sembra proprio che non ci siano scuse a proposito: lasciate i vecchi cult del passato lì dove sono! Io i miei film preferiti li conosco bene e vorrei che rimanessero lì, intatti. Tra questi ci sono La Cosa del grande John Carpenter, La Mosca del sommo David Cronenberg, Scarface di Brian De Palma… Ma, un attimo, ora che ci penso anche questi sono remake! Stai a vedere che è proprio vero quello che diceva mia madre: “Non buttare i vestiti che poi tornano di moda!”. La cosa forse vale anche per il cinema: stiamo vivendo un periodo di revival, che si nota sia nell’estetica dei film che nel ritorno di alcune mode del passato, come ad esempio il 3D, andato fortissimo negli anni ‘40/’50.

Pensate solo per un attimo a tutti i remake che sono stati realizzati nel corso degli ultimi 30/40 anni, quanti di questi sono nella vostra personale Top 10? Certo, il discorso non cambia, è giusto conservare il privilegio del dubbio di fronte a progetti simili, ma molto probabilmente è lo stesso pregiudizio che ha avuto chi si è trovato di fronte ad un remake de L’Esperimento del Dottor K o de La Cosa da un altro Mondo. La maggior parte delle volte i nostri sospetti saranno destinati a trovare una triste conferma, altre volte potrebbero però uscirne delle pellicole dignitose, come ad esempio La Casa o Carrie.

Parlo senza cognizione di causa, è vero, ma ho deciso lo stesso di dare fiducia a questi titoli, come al tempo ho fatto per l’Halloween di Rob Zombie (finendo per essere soddisfatto solo in parte). Questa fiducia sarà ripagata? Lo scopriremo solo tra qualche mese...

Pubblicato su ScreenWEEK

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