martedì 18 settembre 2012

I Bambini di Cold Rock, la recensione

Regia: Pascal Laugier
Cast: Jessica Biel, Jodelle Ferland, Stephen McHattie, William B. Davis, Samantha Ferris, Jakob Davies
Durata: 1h 46m
Anno: 2012

Cold Rock, USA. Una piccola cittadina di provincia che continuerebbe ad essere ignorata da tutti se non fosse per un piccolo, inquietante particolare: la scomparsa di tantissimi bambini, volatilizzati nel nulla, senza lasciare la benché minima traccia. Alcune leggende parlano di un misterioso uomo alto, che nel cuore della notte ruba i giovani figli degli abitanti di questa comunità. Superstizioni a cui Julia (Jessica Biel), un’infermiera dal gran cuore, non crede. Ma le cose cambieranno nel momento in cui sarà proprio il suo bambino a sparire.

Uno dei rischi che si corrono quando si carica di troppe responsabilità un regista è che questo, convinto da cori da stadio che urlano tutti all’unisono “La nuova promessa del cinema! La nuova promessa del cinema!”, arrivi ad autocelebrarsi talmente tanto da realizzare la cosiddetta opera troppo ambiziosa e inevitabilmente non riuscita del tutto, se non per niente.
Gli esempi sono tantissimi: Vincent Gallo e il suo Brown Bunny, per non parlare di Richard Kelly, che dopo il sopravvalutato Donnie Darko continua a toppare con progetti talmente colossali da implodere a causa della loro stessa essenza, fino ad arrivare a Pascal Laugier, regista francese che nel 2008 aveva sconvolto gli spettatori di ogni parte del mondo con l’horror (anche se in questo caso il termine è molto riduttivo) Martyrs.
Commenti entusiastici da parte bene o male di tutti avevano accolto quest’opera e a ragione, dato che stiamo parlando di un titolo che ha riportato sul grande schermo un’estetica del dolore degna forse solo del migliore Clive Barker (non a caso si era ben pensato di affidargli il remake di Hellraiser).

Ecco dunque che tutti gli appassionati si sono ritrovati ad aspettare Pascal Laugier al varco con un semplice interrogativo carico delle migliori speranze: Cosa ci combinerà questo regista dopo Martyrs?
E la risposta è (rullo di tamburi): UN. BEL. NIENTE.

I Bambini di Cold Rock (il titolo originale è The Tall Man) è infatti un film deludente sotto più punti di vista, ma che, prima di tutto, soffre di un’autoreferenzialità spropositata.
Chi ha visto Martyrs sa bene quanto la sua storia sia in gran parte basata sul ribaltamento della prospettiva. Un gioco semplice e al tempo stesso efficace: si conduce lo spettatore lungo una strada apparentemente sicura, lasciandogli la convinzione di sapere qual è l’arrivo, per poi buttarlo con uno spintone giù per un precipizio, facendo crollare ogni certezza.
Qualcuno deve evidentemente averglielo detto a Pascal Laugier, perché in questo film ha disseminato talmente tanti colpi di scena e stravolgimenti da annullare il fattore sorpresa, facendolo diventare solo una fastidiosa abitudine.
Poi c’è Jessica Biel, che nel ruolo di “paladina delle cause perse” risulta a suo agio come lo è stato George Clooney in quello di Batman. Quella di affidare l’intera responsabilità di un film alle fragili spalle di un’attrice decisamente fuori parte è solo una delle infinite scelte sbagliate fatte all’interno di questa pellicola.
Se a questo aggiungete che, a parte due o tre scene, la tensione è completamente assente, potete bene o male farvi un quadro generale del film: talmente ambizioso da toppare tutte quelle caratteristiche che dovrebbero essergli fondamentali.

Molti potrebbero pensare che ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di un ottimo regista messo al servizio delle pessime storie che solo l’odierna Hollywood è in grado di offrire, ma anche in questo caso il ragionamento sarebbe sbagliato, perché The Tall Man è interamente frutto della farina del sacco di Pascal Laugier e di nessun altro.
Cosa rimane a questo punto? Solo un fastidioso ed inutile passo falso. Niente ti più.

Pubblicato su ScreenWEEK

3 commenti:

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

donnie darko sopravvalutato???
aaaaaaaaaah!
are you crazy? :D

FiliÞþØ ha detto...

Lo so, faccio parte di quella minoranza che non l'ha sopportato... :)

Blog Cinema ha detto...

Ciao, sono Cristina (Cry per gli amici). Leggo spesso i tuoi post e anch'io sono una grande appassionata di cinema, in particolare di quei film drammatici che sanno farti restare incollata allo schermo.
Ti andrebbe di iniziare una collaborazione? Scrivimi su lascatoladelleemozioni@gmail.com che ti spiego cos'ho in mente...

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