martedì 17 giugno 2008

Be Kind Rewind

Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm (2007, regia Michel Gondry)



Michel Gondry è stato l’uomo a cui abbiamo regalato il più intenso quarto d’ora di celebrità.
Nel senso che, nel 2004, grazie a quel piccolo capolavoro conosciuto nello stivale con il nome di Se mi lasci ti cancello (sigh!), veramente pensavamo di trovarci di fronte ad una promessa del cinema in piena evoluzione.
Poi è arrivato L’arte del sogno e dopo una prima mezzora di felicità mista a stupore ci siamo trovati a riflettere – tra uno sbadiglio e uno stiracchiamento – su come quel talento rappresentativo fosse in realtà ben poca cosa senza una sceneggiatura di uguali proporzioni (magari scritta proprio da quel Charlie Kaufman che ne aveva fatto la fortuna).
Intendiamoci, non consideriamo il precedente lungometraggio di Gondry un brutto film, allo stesso modo in cui non consideriamo brutto questo Be Kind Rewind. Semplicemente pensiamo che, cinematograficamente parlando, il motto “repetita iuvant” non valga quasi mai e reggere un intero film su delle improbabili raffigurazioni, oniriche o di celluloide che siano, molte volte porta solamente ad un rischioso "voler tirare la corda".

Questo infatti è il principale difetto che si può attribuire agli Acchiappafilm, cosa che comunque farà la gioia dei sostenitori del regista francese.
Detto questo, non resta che elencare i pregi (e sono tanti) che la pellicola in questione possiede.
Prima di tutto gli interpreti.
Jack Black, la cui bravura da queste parti non è mai stata messa in discussione e Mos Def, che dai tempi di Guida galattica per autostoppisti non abbiamo smesso di tenere sott’occhio.
Una storia che (esclusi i dubbi esposti precedentemente) si presenta come un vero e proprio inno alla settima arte e che, seguendo gli insegnamenti del poco compianto Ed Wood, ci ricorda che quella con il grande schermo è prima di tutto un’esperienza personale.
Il remake di A spasso con Daisy.
Un piano sequenza che potrebbe rappresentare da solo più di cinquant’anni di cinema.
Quel finale alla “volemose bene” che, sulla scia di Tornatore è riuscito a conquistarci e farci dimenticare quanto detto finora.

11 commenti:

Deneil ha detto...

l'arte del sogno mi aveva dato la tua stessa impressione...bello bello però basta...ora per questo me lo dovrò procurar in dvd perchè al cinema me lo son perso però ho buone aspettative..anche se dalle tue parole sembra purtroppo/o per fortuna che gondry non si voglia muovere dal suo territorio...

gahan ha detto...

Su L'arte del sogno più o meno condivido l'individuazione del "problema". Però, come si fa a non voler bene a quel film? Questo dovrò aspettarlo in dvd--

Noodles ha detto...

Me lo sono perso per la distribuzione un po' a macchia di leopardo e per impegni vari. Su Gondry ho avuto i tuoi stessi dubbi: Eternal l'ho adorato, quasi capolavoro per me, ma L'arte del sogno mi lasciò un po' interdetto. Questo doveva essere la prova del nove... - anche se mi pare di capire che i dubbi persistono.

Ale55andra ha detto...

Quel piano sequezna è di inenarrabile bellezza e il finale alla Tornatore ammetto che mi ha fatto scendere una lacrimucccia ^^

filippo ha detto...

@ deneil: effettivamente la mia impressione è proprio questa...comunque questo secondo me è meglio dell'arte del sogno. Ha delle trovate veramente belle.
Poi, ripeto, ci sono Mos Def e Jack Black...

@ gahan: ma si, in fondo anch'io gli ho voluto bene!:)

@ noodles: ah, devo dire che questo mi conforta.
Pensavo di essere l'unico a non aver troppo gradito l'arte del sogno.
Ma ho già trovato altri tre che la pensano bene o male come me...;)

@ ale55andra: io lo ammetto, se non fosse stato per il finale molto probabilmente sarei stato più cattivo nei confronti del film...;)

Luciano ha detto...

Me lo sono perso purtroppo a causa della pessima distribuzione (spero ancora in un cinemino dove questi film giungono con uno-due mesi di ritardo) . Vedo che comunque lo giudichi abbastanza positivamente. Un film pertanto che devo assolutamente vedere.

filippo ha detto...

si, alla fine è da vedere!

Anonimo ha detto...

A me questo è piaciuto molto!Un altro tassello di memoria storica da incollare su una pagina bianca.

MrDavis

airbag ha detto...

ho adorato eternal sunshine come ho adorato l'arte del sogno..La sceneggiatura di kaufmann faceva ovviamente tanto,ma lo ha sempre e pericolosamente, a mio avviso, avvicinato a quel signor capolavoro che è "Essere John Malkovich" di Spike Jonze.E poi che dire, quando disponi di due mostri della recitazione come Jim Carrey e Kate Winslet (sempre più brava!)devi lasciarli fare, creare.Invece con la Gainsbourg e Garcia Bernal secondo me ha raggiunto un apice, forse più introverso di eternal sunshine (zeppo di stars).
Aspetto questo film insomma, con curiosità estrema!.

iggy ha detto...

Però a quanto pare Kaufman come regista ha toppato alla grande, quindi fermo restando che una sceneggiatura è fondamenta di un film, io credo ancora che ci voglia un regista degno di questo nome per riprenderla. Tutto questo per dire che sono assolutamente in disaccordo con chi dice che senza Kaufman Gondry non è nessuno!

filippo ha detto...

azz...mi sento chiamato in causa!^^
Il fatto è che veramente le ultime pellicole di Gondry mi hanno fatto sbadigliare in più punti...cosa che non è successo con se mi lasci ti cancello.
Per quanto riguarda Kaufman, io sono sempre dell'opinione che ognuno deve fare il lavoro che gli spetta.
Quindi, come dici anche tu, che lo scneggiatore scriva e che il regista diriga!
Ovvio che ci sono le dovute eccezioni...

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