lunedì 7 maggio 2007

Le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell’amore (2004 , regia Paolo Sorrentino)


Il silenzio, profondo, intenso, avvolge questo film. Fatto di sguardi, composizioni visive che alterano la realtà. Immagini patinate di vita quotidiana, quì raffigurata come tragica rappresentazione teatrale.
Al centro di tutto questo, un personaggio, falso protagonista di una storia vaga e semplicemente accennata. Titta Di Girolamo, uomo taciturno, schivo, poco avvezzo ai dialoghi e ai convenevoli. Un acuto osservatore della vita, ma incapace di viverne una per paura di possibili catastrofici eventi (determinati anche dalla sua poco onesta condotta). E’ la sua indole diffidente che lo spinge a dubitare degli altri, che lo spinge a scrivere un promemoria, “Non sottovalutare le conseguenze dell’amore”. Questo consiglio non ascoltato è la causa della sua rovina, l’abbandono del silenzio si rivelerà fatale conducendolo in una spirale devastante ma al tempo stesso sinistramente naturale. Noi non possiamo fare altro che assistere allo spettacolo (ma sarebbe meglio dire funerale) di questa vita accennata, attendendo una conclusione piatta ma del tutto logica, che vedrà il povero Titta come vittima rassegnata e incapace di reagire agli eventi.
Paolo Sorrentino ci guida in questo viaggio, alla scoperta dei segreti di uomo dai risvolti Pirandelliani, uno spettatore divenuto suo malgrado protagonista.
A causa di tutto una donna, ma non per misoginia. L’autodistruzione è una scelta volontaria, fatta da un protagonista del tutto consapevole delle possibili conseguenze.
All’interno di un albergo, teatro degli eventi, assistiamo ad una tragica messa in scena. Una parodia della vita, stereotipata attraverso l’uso di maschere tragiche, ma così poetiche nella loro essenza da risultare altamente commoventi nonostante la banale rappresentazione.
Toni Servillo riesce a rendere concreta l’ombra di un uomo, andando oltre la semplice impassibilità, qui rappresentata come una fragile barriera facilmente abbattibile.
Un film che non vive di immagini ma di emozioni. Scandito attraverso un sapiente uso delle inquadrature e accompagnato da una splendida colonna sonora.
Il cinema diventa palcoscenico, il palcoscenico poesia.



5 commenti:

Lilith ha detto...

Guardacaso questo film me l'ha consigliato qualche giorno fa un ragazzo a Londra - quando gli ho detto di essere italiana! ;)

filippo ha detto...

Allora le coicidenze sono troppe...vuol dire che lo devi per forza vedere...;)

Anonimo ha detto...

Stupendo, non ho parole!
Ale55andra

deliriocinefilo ha detto...

grande sorrentino e come hai giustamente sottolineato grande colonna sonora che tra l'altro ho ascoltato centinaia di volte

filippo ha detto...

Anch'io non posso contare le volte che l'ho sentita...

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