lunedì 16 aprile 2007

Caruso Pascoski

Caruso Pascoski (di padre Polacco) (1988 , regia Francesco Nuti)





Francesco Nuti ha molto influenzato il panorama cinematografico italiano degli anni ’80. I suoi film sono stati enormi successi di pubblico, campioni d’incassi ai box office e gli sono valsi due David di Donatello e un Nastro d’Argento.
“Caruso Pascoski” è una delle commedie più note di questo grande regista toscano, che si è sempre distinto per le sue sceneggiature originali, profonde e leggere al tempo stesso, dotate di un umorismo estremamente intelligente (cosa rara da trovare, soprattutto oggi).
Il film racconta la storia di un giovane psicanalista (interpretato dallo stesso Nuti), che si ritrova solo dopo l’abbandono del tetto coniugale da parte della moglie Giulia (Clarissa Burt). La pazzia causata dalla perdita dell’amore si aggrava nel momento in cui Caruso scopre che il nuovo compagno di Giulia è Riccardo (Ricky Tognazzi), suo paziente, affetto da omosessualità latente.
Una volta dato il consenso per il divorzio, quando tutto sembra ormai perso, l’amore ritorna e il povero Caruso, ancora innamorato, intraprende con la sua ex moglie una nuova storia, vestendo questa volta i panni dell’amante.
Ancora una volta Nuti interpreta il ruolo del pover’uomo pazzo d’amore. La passione per le donne è un motivo ricorrente nelle opere del regista, nel film in questione l’amore coincide con la crescita. Giulia e Caruso sono amanti da sempre e il distacco diventa una cosa impossibile da ammettere. La follia causata, che lo porterà più volte ad essere arrestato per ubriachezza molesta, diventa ancora più difficile da accettare per il protagonista a causa del suo lavoro. Lui che per professione cura i disturbi mentali altrui, come può risolvere il suo?
Il film è pieno di situazioni paradossali, che donano alla storia un’atmosfera insolita. Il confine tra ciò che può essere possibile e ciò che non può esserlo si fa labilissimo, rendendo credibili anche situazioni del tutto prive di senso. In alcuni momenti non sembra Caruso ad essere impazzito, ma tutti quelli che lo circondano. La faccia di gomma di Nuti è ineguagliabile e riesce a far ridere anche nei momenti seri. La mimica dell’attore è straordinaria è regge in modo favoloso una trama fondamentalmente esile.
E’ impossibile non ridere quando, con il sottofondo di Barry White, ci vengono mostrati i pazienti tenuti in cura dallo psicanalista . Quando Caruso, completamente ubriaco viene arrestato (chiedendo al poliziotto “un bacino”). Quando compra una pistola e si allena all’interno di gabinetti pubblici o quando inizia la relazione segreta con Giulia, caratterizzata da focosi amplessi nel bagno femminile di un cinema.
L’umorismo sottile, che ha sempre caratterizzato questo grandissimo comico, regge benissimo al tempo, donandoci pellicole immortali, capaci di mantenere vivo il ricordo di un uomo ingiustamente messo a tacere.
Ben vengano film del genere, perché innalzano il valore della commedia italiana.
Registi simili non dovrebbero mai finire nel dimenticatoio.

4 commenti:

pickpocket83 ha detto...

Questo 7 invece mi pare un po' troppo... Nuti non lo ho mai digerito. Alla prossima!

filippo ha detto...

E' una questione di gusti...comprendo che possa risultare difficile da digerire. Personalmente lo considero un genio...questo film poi lo adoro...purtroppo si è perso nelle ultime pellicole...
A presto!

Anonimo ha detto...

Un vero cult. Film divertentissimo e geniale.

Approvo il commento iniziale. Chissà come sta ora Francesco Nuti.

filippo ha detto...

Esiste un sito web, dedicato a Francesco Nuti, regolarmente aggiornato sul suo stato di salute, e dove è possibile lasciare messaggi.
Se non l'hai già fatto visitalo, e se vuoi lasciagli un messaggio...

http://www.francesconuti.it/index.shtml

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