sabato 15 novembre 2008

Giù al Nord

Giù al Nord (2007, regia Dany Boon)



Accompagnato da referenze degne solo dei più grandi fenomeni mediatici, giunge da noi l’ultimo miracolo francese.
Un miracolo di proporzioni enormi, stando a quello che dicono i numeri.
Giù al Nord è stato visto in Francia da più di venti milioni di persone, un successo secondo solo a Titanic.
Con il primo del podio condivide ben poche cose, vista l’assenza di toni tragici e l’ambientazione più che mai terrena, anche se, a voler per forza trovare un punto di contatto, questo potrebbe essere espresso con il termine Divario.
Divario sociale, che sopra l’Inaffondabile animava i destini dei giovani protagonisti e che qui è presente come divario culturale.
E’ risaputo, da che mondo è mondo territori uguali condividono un’infinità di tradizioni, abitudini e dialetti diversi.
In molti casi totalmente opposti se si guarda ai due poli.
Una diversità che spesso può diventare motivo di ansie e preoccupazioni quando, a causa di una punizione, si viene spediti in luoghi oscuri e malfamati.
E’ quello che succede al povero Philippe, direttore delle poste in una città della Provenza.
Per accontentare i capricci della moglie e ottenere un trasferimento al Sud, sarà pronto a fingersi invalido.
Scoperto il trucco la punizione sarà immediata e più che mai cattiva.
Non il licenziamento, ma il trasferimento forzato nel famigerato Nord, terra misteriosa, inquietante e caratterizzata da un dialetto talmente incomprensibile da poter fare invidia all’indecifrabile codice Enigma.
Bisogna subito dire che molti punti a favore la pellicola riesce ad ottenerli grazie ad un primo tempo che riporta alla memoria la gloriosa commedia italiana di un tempo, soprattutto quella di Totò.
Il dialogo con Mezzacapa, conoscitore “enciclopedico” della Milano anni ’50 di Totò, Peppino e la Malafemmina viene qui riproposto con l’aggiunta di una spruzzata di atmosfera noir, come anche i preparativi esagerati per il viaggio.
L’arrivo nel nuovo domicilio inoltre ricorda molto le umide atmosfere di Destinazione Piovarolo.
Tutte cose che contribuiscono a rendere il film molto gradevole, ma non così esilarante come si voleva far credere.
Il motivo risiede principalmente nella caratteristica più spassosa della pellicola, cioè il gioco linguistico.
Come sempre accade in questi casi, nonostante un doppiaggio veramente ottimo, gran parte delle battute risente del cambio di idioma.
Una cosa abbastanza ovvia del resto, i fraintendimenti della lingua francese non sono certo quelli italiani.
A questo bisogna aggiungere il tono convenzionale che la pellicola assume nel secondo tempo e che la colloca tra gli affollati confini della commedia sentimentale, appiattendone pesantemente l’essenza.
Nulla di più insomma e, viste le premesse (e le promesse), la mezza delusione è lecita.

8 commenti:

Alberto Di Felice ha detto...

Molto carino. E per fortuna l'ho visto in originale.

FiliÞþØ ha detto...

sicuramente avrai gradito di più...per quanto mi riguarda però le promesse del manifesto non sono state mantenute...

Anonimo ha detto...

Dal trailer non è che mi convincesse molto, però in effetti tutto questo interessamento mediatico un pò mi incuriosiva. Vedremo di recuperarlo in qualche modo.
Ale55andra

Luciano ha detto...

Ormai ho deciso di lasciar perdere. Lo vedrò in seguito.

FiliÞþØ ha detto...

@ ale55andra e luciano: comunque non mi sento di stroncarlo del tutto, il film ha un primo tempo molto divertente.

Pickpocket83 ha detto...

Gran film "Destinazione Piovarolo"...

:))

Un saluto

Lessio ha detto...

l'ho visto sia in francese che in italiano, e devo dire che ho riso molto di più nella versione originale, in italiano risente troppo del gap linguistico. cmq è un film che ho trovato adorabile, forse il fatto di averlo visto con molti amici chti forse ha fatto pendere il mio giudizio rendendolo abbastanza parziale!! a parte tutto mi è piaciuto molto, simpatico e delizioso.

FiliÞþØ ha detto...

@ pickpocket: puoi dirlo forte! ;)

@ Lessio: sono sicurissimo che in lingua originale sia tutta un'altra cosa.
La prima parte del film l'ho trovata veramente godibile, ma a mio parere nel secondo tempo perde gran parte della carica comica, diventando come hai detto adorabile, ma nulla più.

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