martedì 1 luglio 2008

Terrore nello Spazio

Terrore nello Spazio (1965, regia Mario Bava)



Al di là di una trama indubbiamente interessante e che sicuramente è stata fonte d’ispirazione per ben altri cult fantascientifici come l’Alien di Ridley Scott e il ben più recente Fantasmi da Marte di John Carpenter (impossibile non trovare analogia fra le due storie), Terrore nello Spazio affascina proprio per quella sua aria povera, indubbiamente retrò, che da un certo punto di vista racchiude l’essenza del cinema di Mario Bava, regista dall’incredibile talento e fautore di un'arte dell’arrangiarsi lontana anni luce da quella che domina il panorama italiano (non solo cinematografico) degli ultimi anni.
Magari ci si potrebbe fermare a riflettere su come veramente il “poco ma buono” sia una delle soluzioni più virtuose.
C’è gente che grazie a questa filosofia è riuscita a far fronte a carenze di budget che gli odierni cineasti contemporanei, lontani dall’ambiente underground, non possono neanche immaginare.
E forse il fascino del cinema di Mario Bava risiede proprio in questo, nel non essersi mai allontanata da quel genere cosiddetto “di nicchia” e che tanto lo avvicina (non solo nello stile) alla cinematografia di Roger Corman.
Certo, si potrebbe dire che quelli erano altri tempi e da un certo punto di vista è vero, perché quello che manca oggi è proprio quello spirito che portava gli autori a girare film per campare e a campare per girare film.
E’ così che al maestro son bastate poche cose.
Un teatro di posa dove collocare gli ambienti alieni, un po’ di cartapesta per dar forma a quelle panoramiche che ricordano il Viaggio attraverso l’impossibile di George Méliès e qualche muta da sub, modificata alla meno peggio, per ricreare delle futuristiche tute spaziali.
Ecco gli ingredienti di un intramontabile cult fantascientifico italiano.
No dico, ITALIANO!

“Facevamo di tutto, si risolveva tutto all’italiana, pochi mezzi e tanto ingegnaccio: l’entusiasmo che avevamo ci rendeva felici per i risultati ottenuti, aiutandoci a dimenticare i soldi che non saremmo mai riusciti a fare con il nostro lavoro”

“Vorrei che la gente, la critica, si rendesse conto delle condizioni nelle quali sono costretto a realizzare i miei film. Per terrore nello spazio non avevo nulla, ma realmente nulla a disposizione. Dico, c’era il teatro di posa, tutto vuoto e squallido, perché mancavano i soldi: avrebbe dovuto rappresentare un pianeta. Che ho fatto allora? Nel teatro a fianco c’erano due rocce di plastica, residuato di qualche film mitologico: le ho prese e messe in mezzo al mio set, poi, per coprire il pavimento piastrellato, ho seminato degli zampironi fumogeni e ho oscurato lo sfondo. Infine, spostando le rocce da un posto all’altro, ho girato il film!”
Mario Bava.

[Ebbene si, anche questa volta io e il mio collega pickpocket83 siamo stati vittima di un singolare contatto telepatico. Visto che queste sono cose impossibili da ignorare, vi rimando subito al suo articolo. Lo trovate qui.]

12 commenti:

Pickpocket83 ha detto...

Ma è meraviglioso e pazzesco! sono commosso dall'ennesima corrispondenza biunivoca baviana tra i nostri due blog!!! ti linko subito per rispettare la tradizione come si deve!

Salutoni baviani :)

filippo ha detto...

stessa cosa faccio io!;)

E lode al maestro, sempre!

Ale55andra ha detto...

Fantastico, due post gemellari in due tra i migliori blog che ci siano!! Grazie Filippo!

filippo ha detto...

Ma grazie a te!^^

Luciano ha detto...

Film stupendo. Povero ma trattasi di una Sci-fi di ottima qualità.

filippo ha detto...

Ottimissima qualità!:)

Roberto Fusco Junior ha detto...

Questo è forse il film di Bava più coraggioso, senza forse, oddio anche Cani arrabbiati non scherza anche se per motivi diversi. Lode al Maestro!

filippo ha detto...

oggi e sempre!:)

Mr. Hamlin ha detto...

Sempre sia lodato Mario Bava (molto meno Lamberto) e chi ne parla!
Film bellissimo e fonte di infinite ispirazioni. Incredibile che, come giustamente hai scritto, sia stato girato praticamente in miseria.
Spero che, prima o poi, Bava venga riconosciuto anche in Italia quale il genio che era!

filippo ha detto...

questa speranza ci unisce...

cinemystic ha detto...

Per l'ennesima volta con questo film l'esimio Bava rischiò, sperimentò, creò, ed ebbe ragione. Tanto che questo film è ancora in grado di influenzare gli sci-fi contemporanei, a decenni di distanza. Gloria a lui.

Francè ha detto...

Visto anche questo! :D
La fantascienza non è proprio il genere che preferisco, quindi il salto nel passato mi ha entusiasmato meno rispetto ad "Incubo sulla città contaminata", però pensando che è addirittura del 1965 e leggendo le condizioni in cui è stato girato... cavolo se sono rimasto impressionato! Ma dove è finita tutta l'inventiva del cinema italiano di quegli anni?
Stavolta ho adorato il finale però. Perfetto! Alla prossima!:)

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