mercoledì 16 aprile 2008

Oxford Murders

Oxford Murders – Teorema di un delitto (2008, regia Álex De la Iglesia)



Confesso che tutto questo parlar male dell’ultimo lungometraggio di Álex De la Iglesia, regista tra i più promettenti presenti all’interno della recente scena europea, era riuscito davvero a terrorizzarmi.
Forse trovandosi per la prima volta alle prese con una produzione seria (ma fondamentalmente "ridicola", dieci milioni di dollari), nata per un pubblico presumibilmente più vasto (anche se in sala eravamo solo in cinque) e non destinata ad emergere dal fitto panorama underground, come in passato era capitato a titoli come “El Dia de la Bestia”, “Perdita Durango” e “La Comunidad”, aveva causato a questo paffuto nerd iberico una sorta di ansia da prestazione, sfociata in un’opera poco convincente.
Ebbene, in parte è così, ma ho come l’impressione che in giro ci sia una comune tendenza ad allargare le dimensioni di un disastro preannunciato, ma non così clamoroso.
Detto questo, non resta che parlare del film che, ispirandosi ad un romanzo di Guillermo Martinez, racconta la storia di un “ex Frodo” laureando (Elijah Wood) e di un anziano professore (John Hurt), alla prese con una serie di delitti apparentemente collegati tra loro.
Con “Oxford Murder”, De la Iglesia abbandona quei toni da Black Comedy, caratteristica principale dei precedenti lungometraggi (soprattutto degli ultimi), optando per un stile classico, solenne, matematico, del tutto in linea con gli argomenti (e gli ambienti) trattati.
Una mistura di elementi che, paradossalmente, si rivela coerente in quanto estremizzazione di un microcosmo personale, tenutoci nascosto fino ad ora.
Non è azzardato infatti dire che, all’interno di tale progetto, si celi la vera anima del regista (laureato in filosofia), la sua passione per gli enigmi, per i giochi (di ruolo), per le forti caratterizzazioni (cosa che, da un certo punto di vista, riesce a rendere comunque il film grottesco) e per il cinema in generale.
Ossessioni che culminano in una messa in scena forzata, estrema, volutamente irreale e schematica, che risente purtroppo della sua solennità, ma che riesce comunque a rivelarsi come un doveroso omaggio ad una cinematografia di genere e a quegli uomini che hanno contribuito a renderla grande, Hitchcock tra tutti, trovando la sua esaltazione in quel tanto chiacchierato (finto) piano sequenza, che veramente riesce a riportare alla memoria l’occhio voyeur di quel James Stewart, affacciato ad una finestra in quel lontano 1954 (anche se la scena rispetta solo in parte la volontà del regista, per sua stessa ammissione).
Certo, all’interno di questo schema, dove logica e rigore sono solo una pura illusione, è impossibile non riscontrare una certa mancanza di sicurezza e una troppo frequente approssimazione, dovuta forse ad esigenze (e ristrettezze) di produzione e, dovendo per forza paragonare questo titolo con quelli precedenti, risulta quasi impossibile non relegarlo a quella fascia bassa dei “meno riusciti”.
Ma addirittura bocciarlo, questo no.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

E io che pensavo fosse un fiasco totale. Quasi quasi...
Ale55andra

AmosGitai ha detto...

Alex de La Iglesia è un folle capace di cinema fatto di inventiva ed originalità.
Sono riuscito finalmente a "reperire" La habitación del niño, film che fa parte della serie televisiva spagnola Peliculas para no dormir.
Vedrò sicuramente anche questo...
QUAL E' IL TUO GENERE CINEMATOGRAFICO PREFERITO?

filippo ha detto...

@ ale55andra: intendiamoci, siamo sulla sufficienza, ma non mi sento di buttarlo.
Mmagari molto dipende dal fatto che l'ho visto dopo next!;)
Cmq, se lo vuoi vedere, il cinema più vicino è quello di molfetta, magari poi mi fai sapere!

@ amosgitai: quello che citi mi manca, allora vedrò di recuperarlo anch'io!;)

Luciano ha detto...

Questo film mi incuriosisce, non so se lo vedrò al cinema (da me niente), magari lo aspetto sul DVD. Grazie per la proposta.

filippo ha detto...

@ luciano: tranquillo, come ho detto, non è sicuramente il migliore del regista...

t3nshi ha detto...

Mi incuriosisce molto, anche perchè in questo periodo ho voglia di vedere un thriller. Purtroppo qui non è uscito al cinema, aspetto anche io il dvd.

Ciao,
Lorenzo

filippo ha detto...

da quello che ho capito, la distribuzione non è stata benevola con questo film...

Deneil ha detto...

dico solo che la tanto chiacchierata "mega" produzione di de la iglesia da me non si è neanche vista!
crimen perfecto era uscito in più sale quando nessuno ci scommetteva una lira....uff!
comunque lo vedrò in dvd...vedo comunque che anche tu non ne sei uscito così soddisfatto...ma neanche così abbattuto come la maggior parte della critica...meglio così!

Roberto Fusco Junior ha detto...

Adoro de la Iglesia. El dia de la bestia è un mio cult personale, di questo ultimo film mi hanno parlato di un paio di foto di scena molto macabre. Anche se si tratta di un film non particolarmente riuscto lo vedrò sicuramente.

filippo ha detto...

@ deneil: non mi stupisce che non sia ancora arrivato...cmq un'occhiata prova a darglielo!

@ roberto fusco junior: attendo le impressioni di ammiratore allora!;)

Martin ha detto...

Mi ha fatto piacere che qualcuno riesca ancora a trovare equilibrio nei giudizi.
Non è possibile che ogni cosa possa essere solo o ottima o pessima.
Secondo me sei riuscito a cogliere gli indubbi aspetti positivi di questo film che alla fine riesce a portare a termine ciò che si prefigge, coinvolgere nei misteri dei numeri, delle possibilità, del reale.
Personalmente mi sono poi divertito ad osservare tutte le cose che NON avremmo visto se fosse stato un film americano...

filippo ha detto...

non so che dirti, anch'io non riesco a spiegarmi l'enorme accanimento nei confronti di questo film, che sicuramente non è il migliore del regista, ma non è neanche una porcata e ha molti spunti interessanti...

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