giovedì 4 ottobre 2007

Radiazioni BX – Distruzione uomo

Radiazioni BX – Distruzione uomo (1957 , regia Jack Arnold)



Scott, entrato in contatto con una nube radioattiva, comincia progressivamente a perdere peso e statura.
Questo processo inarrestabile si rivelerà causa di molti problemi e porterà l’uomo a relazionarsi con l’ambiente che lo circonda in maniera gradualmente diversa, catapultandolo in un mondo dove anche il più banale oggetto (o animale) può diventare una micidiale minaccia.
Il pericolo di una scienza malata (in un epoca ancora segnata dal terrore dell’olocausto) capace solo di distruggere e mai di rimediare ai suoi danni, sembra quasi rappresentare la sottile cornice di questa (meravigliosa) storia fantascientifica che, avvalendosi di una sapiente messa in scena, trova nell’implosione della carne una possibile via di riscatto umana.
Nello splendido monologo finale, possiamo ritrovare una spietata riflessione riguardante l’uomo e la sua forzata collocazione nell’universo:
Il processo di rimpicciolimento, nato come condanna, diventa per Scott una vera e propria catarsi.
E’ nell’infinitesimamente piccolo che l’uomo può forse ritrovare la sua giusta collocazione e osservare ciò che lo circonda attraverso il giusto punto di vista.

“Ma sarei ancora rimpicciolito, fino diventare cosa? Un infinitesimale? Cosa ero io? Ancora un essere umano? O forse ero l’uomo del futuro? Se ci fossero state altre irradiazioni, altre nuvole attraverso mari, continenti, mi avrebbero seguito altri nel mio nuovo mondo? Sono così vicini l’infinitesimale e l’infinito. Ma ad un tratto capii che erano due termini di un medesimo concetto. Lo spazio più piccolo e lo spazio più vasto erano nella mia mente i punti di unione di un gigantesco cerchio. Guardai in alto come per cercare di aggrapparmi al cielo, l’Universo, mondi da non finir mai; l’arazzo argenteo di Dio, sul cielo notturno. E in quel momento trovai la soluzione all’enigma dell’infinito. Avevo sempre pensato nei limiti della mente umana, avevo ragionato sulla natura. L’esistenza ha principio e fine nel pensiero umano, non nella natura. Sciogliersi, diventare il nulla, le mie paure svanivano, e venivano a sostituirle l’accettazione. La vasta maestà del creato doveva avere un significato, un significato che io dovevo darle. Sì. Più piccolo del più piccolo avevo un significato anch’io. Giunti a Dio non vi è il nulla: io esisto ancora.”

11 commenti:

Gianmario ha detto...

Questo genere di film, nella loro "assurdita'", ha sempre un grande fascino. Da poco ho visto Andromeda, mai visto? :)

Lilith ha detto...

Interessante. Anche la contestualizzazione storica ci sta bene... si vede il riflesso di Skall! :)

filippo ha detto...

@ gianmario: Andromeda sarà una delle mie prossime visioni...anche perchè è di Robert Wise...e io quel regista lo adoro...^^

@ lilith: ma sai che il libro di Skall non sono ancora riuscito a trovarlo? (vabbè, cmq non avevo alcun dubbio...con la mia fortuna!)
mi sa che se continua così lo ordino da internet...

Luciano ha detto...

Questo l'ho visto e secondo me insieme al Mostro della laguna nera e alla commedia Il ruggito del topo(ehm, ma questo film so che non è piaciuto molto) è forse il miglior film di Arnold (comunque non li ho visti tutti). Ad esempio Tarantula, appena recensito da Deneil, mi manca.
A presto.

pickpocket83 ha detto...

Film che devo assolutamente raccattare da qualche parte...ti ringrazio per avermelo ricordato!
a presto

Deneil ha detto...

eh be!
Dovrei fermarmi qui eppure..non riesco a non farti i complimenti per come l' hai affrontato!il monologo finale è uno spettacolo e questo film in generale è uno spettacolo..son contento di averti in qualche modo aiutato a vederlo (o almeo penso)..e se possibile leggi anke il romanzo..addirittura migliore a mio parere (come ricorderai dalla mia rece!
Se mi posso permettere di rispondere a luciano a mio parere il film rientra di diritto nel meglio di arnold insieme al mostro e a cittadino dello spazio (che però non è totalmente suo)..seguono destinazione terra e tarantola (che però è meno profondo..se posso dire che questi film hanno una loro profondità senza che nessun illustre critico mi ammazzi)..poi la vendetta de mostro..ho appena finito di vedere i 2 rimanenti (3 se si considera la seconda pellicola del suo assistente sherwood già alla regia del 3 episodio del gillman)e ne ho appena scritte le rece che pubblicherò prossimamente..mi manca solo il ruggito del topo..scusami fil per lo spazio rubato!

filippo ha detto...

@ luciano: il mostro della laguna nera ce l'ho (un cult intramontabile)...il ruggito del topo non l'ho visto...grazie a deneil ho scoperto questo splendido film e sto cercando di procurarmene altri (tra cui tarantola)...

@ pickpocket83: procuratelo...non credo possa deluderti...;)

@ deneil: grazie per i complimenti, ma in confronto alle tue approfondite analisi, la mia piccola riflessione impallidisce...
Certo che mi hai invogliato a vederlo (mi hai invogliato a vedere tutta la filmografia di arnold!^^).
Anch'io penso che questo film sia molto profondo è non ho alcun timore nel dirlo...
un pensierino al libro lo sto giàfacendo...;)
Ogni tuo intervento è sempre ben accetto e non mi rubi nessuno spazio...^^
Ancora grazie per avermi fatto scoprire questo cult...ora mi preparo per Tarantola (sarà un'impresa ardua, vista la mia aracnofobia, ma cercherò di resistere...^^)

un saluto a tutti

Deneil ha detto...

ah già..è uscito in dvd radiazioni bx l' ho visto oggi alla fnac ma non ha nessun extra..maledetti..

filippo ha detto...

mmmmh...cosa mi hai detto!^^

simone ha detto...

questo film è semplicemente fa-vo-lo-so, ne avevo parlato anche io tempo fa. consiglio vivamente anche 'tre millimetri al giorno', il romanzo di matheson da cui è tratto

filippo ha detto...

fa-vo-lo-so!^^
Hai proprio ragione!

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