lunedì 27 agosto 2007

L’implacabile

L’implacabile (1987 , regia Paul Michael Glaser)



Tra la miriade di Cult(?) fantafuturistici che hanno invaso la cinematografia anni ’80, vorrei riportare alla memoria questa piccola chicca testosteronica.
Dopo le fantasie carcerarie di John Carpenter, dopo i vagheggiamenti anarchici di Mad Max e prima che Lester Mark L. portasse sul grande schermo una classe(1999), caratterizzata da metodi educativi che neanche la Moratti, lo Starsky, della serie televisiva “Starsky & Hutch”, decide di mettersi dietro la macchina da presa per dirigere una storia ispirata al romanzo di un certo Richard Bachman (pseudonimo di uno scrittore conosciuto in seguito con il nome di Stephen King), dal titolo “L’uomo in fuga”.
Si racconta di un futuro corrotto, dove la tv domina incontrastata e lo show di maggiore successo è un reality di antico stampo romano chiamato “Running Man”. All’interno di tale programma, “pericolosi” carcerati barattano la propria vita in cambio di una possibile libertà, esibendosi in mortali duelli con titanici gladiatori (sotto contratto). Presenta Richard Dawson, che fa il verso a se stesso, interpretando un antipatico “Dio” televisivo dalla scarsa moralità.
Il tutto per offrire ad un pubblico esaltato e paurosamente assuefatto alla violenza, uno spettacolo degno di questo nome (dati auditel alla mano).
Nel ruolo di concorrente (ovviamente incarcerato, ma senza motivo) il beneamato Schwarzy prenderà parte a questa “caccia al topo” (in diretta dal sottosuolo Losangelino), suonandole di santa ragione ed ottenendo il giusto (e immancabile) riscatto, per la gioia nostra e di tutto il pubblico cinematografico.
Aggiungete qualche battuta da antologia in puro stile macho e il gioco è fatto.
Cosa dice di nuovo questo film?
Niente (tematiche simili erana già state trattate nel precedente "Rollerball"), ma è così profetico (intendiamoci, si tratta di profezia spicciola) nel suo estremo contenuto, da risultare quasi possibile e se contate che la storia nasce prima dell’esistenza dei reality, sapere che mancano una decina d’anni a questo sadico futuro, continua ad inquietarmi ad ogni visione.
Io dico che poco ci manca, poi fate voi.

Pubblicato su Livecity.it

7 commenti:

simone ha detto...

che chicca...ne ho ricordi vaghissimi, lo devo rivedere assolutamente...

filippo ha detto...

io l'ho rivisto qualche giorno fa...tanto per placare il mio lato "tamarro" che ogni tanto sente il bisogno di uscire fuori...^^

Deneil ha detto...

io ce l' ho da mesi in dvd e non ho mai il tempo di vederlo!il libro da cui è stato tratto è scritto un po' così, molto nudo e crudo(come tutti i libri di bachman- king) ma il film lessi che non era proprio riuscito..dopo la tua rece ho ancora più voglia di vederlo!

filippo ha detto...

ad essere sinceri...quello che hai letto non è sbagliato e il film è veramente una tamarrata...ma che ci vuoi fare, da piccolo mi gasavo troppo...e ci sono affezionato!^^
Non ne fanno più di film così...

Deneil ha detto...

su questo sono come al solito pienamente d' accordo!

simone ha detto...

l'ho rivisto, alla fine, grazie anche a questo post. un'ora e mezza ben spesa... certe battute tamarre di swarzy quando faceva ancora il suo mestiere sono la fine del mondo...

filippo ha detto...

Eh eh...il "Cineclub Tamarro" sta riscuotendo successo ^^...mi fa molto piacere...
è inutile, film così non se ne fanno più...c'è qualcosa nella cinematografia (di genere) anni '80 che la rende (a mio parere) particolarmente affascinante...
Film simili a loro modo si fanno amare...;)

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