domenica 25 marzo 2007

Il Dottor Stranamore




La situazione

Sono gli anni ’60, la II guerra mondiale è finita da ormai più di dieci anni ma la calma è solo apparente e fa da coperta ad un materasso di tensione e paura sul quale riposano gran parte degli stati mondiali. E’ il periodo della guerra del Vietnam, della crisi Cubana, dell’invasione della Baia dei Porci, ma soprattutto è il periodo della cosiddetta Guerra Fredda. America e Unione Sovietica iniziano una lotta psicologica che, pur non toccando il campo di battaglia, spinge entrambi gli stati a tenersi pronti per un eventuale terzo conflitto. La minaccia di una possibile guerra nucleare porta ad una forsennata corsa agli armamenti che crea false sicurezze e concrete paure, nonché la rovina economica di intere nazioni. La paura che l’America prova nei confronti dell’Unione Sovietica si concretizza in una vera e propria fobia verso tutto ciò che è comunista.

La genesi


E’ il 1962. Stanley Kubrick, reduce dal successo di “Lolita”, decide di dedicarsi ad un altro progetto. La fine della guerra e le tensioni russo-americane hanno impressionato fortemente il regista ed il timore di un possibile devastante conflitto nucleare diventa un’ossessione. I suoi occhi cadono su un romanzo intitolato “Red Alert”, scritto da Peter George. Il libro parla dello scoppio di una guerra termonucleare dovuto a macchinazioni interne al governo. E’ la storia giusta.
Insieme al suo co-produttore, James Harris, Kubrick comincia a scrivere una sceneggiatura intitolata “Edge of Doom” (“Sull’orlo del terrore”). L’idea dei due è quella di realizzare un film drammatico e carico di suspance.

Spaventare?

Come molto spesso accade, le situazioni troppo serie paradossalmente possono anche avere moltissimi lati comici. Durante la stesura della sceneggiatura i due si trovano a riflettere su questo. Lavorano giorno e notte e durante le pause scherzano, pensando a come una simile situazione drammatica possa diventare comica.
Nessuno però ha intenzione di orientarsi sul lato comico. Entrambi sono convinti del fatto che la versione seria funzioni molto meglio. Permette agli spettatori di immedesimarsi nella storia, calandoli in un clima di tensione che più si addice ad un tema quale la guerra termonucleare.

Meglio riderci sopra!

Harris decide di abbandonare il progetto per dedicarsi alla carriera di regista. Kubrick accetta la scelta del compagno. Trovatosi solo, con una sceneggiatura da completare, decide di tentare la fortuna. Ricomincia tutto per scrivere una commedia.

“Il Dottor Stranamore”, una delle commedie più belle della storia del cinema è nata così, per caso. Un gesto azzardato. Nessuno avrebbe scommesso due lire sul successo di un film simile. Harris, quando apprese da Kubrick il suo cambio di direzione si sentì in colpa per essersene andato, convinto di essere la causa della futura rovina dell’amico. Ma il regista aveva visto bene. Aveva capito che la commedia era l’unico modo possibile per esprime la follia della guerra fredda. La medicina amara bisogna addolcirla un po’ se la si vuole far prendere al bambino. Kubrick lo sapeva ed era pronto ad imboccarci uno per uno.

La trama

Un generale Americano, contagiato dalla psicosi della guerra fredda decide di dare l’ordine di attaccare l’URSS. Il presidente degli stati uniti ha solo 30 minuti per risolvere la situazione, prima che si scateni una devastante battaglia nucleare il cui apice sarà la distruzione del pianeta.

La storia del film quindi è molto drammatica. La cosa più paradossale però è che una cosa del genere sarebbe potuta benissimo accadere. Un ordine frainteso, un messaggio non arrivato erano cose con cui bisognava fare i conti ogni giorno. La minaccia di un possibile conflitto era sempre dietro l'angolo.
I luoghi dell’azione

Il film presenta tre location principali, dove si svolgono gli eventi. La stanza della guerra, dove si trova il presidente con i suoi consiglieri. La caserma presa in assedio dal generale pazzo Jack D. Ripper (colui che ha dato l’ordine di attaccare). Dove si trova anche l’ufficiale Mandrake, incredulo spettatore degli eventi. Infine l’aereo B-52, al cui comando c’è il maggiore Kong, l’unico a cui non riesce a pervenire il contrordine.

I personaggi

Un grande film non può esistere senza dei grandi interpreti. Sicuramente “Il Dottor Stranamore” è tra i film più importanti di Peter Sellers, uno dei caratteristi più bravi della storia del cinema.
La profonda stima reciproca tra Kubrick e l’attore si è concretizzata in questa pellicola, permettendo a Sellers, di dare vita a tre personaggi. Il Presidente degli Stati Uniti, raffigurato come una povera vittima degli eventi (la scena della telefonata con il Presidente Russo è forse tra le più divertenti del film). L’ufficiale Mandrake, che cerca in tutti i modi di far ragionare il folle generale Ripper.
Il terzo ruolo affidatogli è quello del famigerato Dottor Stranamore, un consigliere del Presidente il cui oscuro passato filonazista si concretizza tutto verso la fine del film, quando vagheggia di una possibile vita post-atomica in cui un selezionato gruppo di uomini avrà il compito di ripopolare la terra ormai devastata. Un personaggio eccessivo, contenitore di tutti i possibili stereotipi di malvagità. Il fatto che stia su di una sedia a rotelle non fa altro che amplificare il suo lato deviato. La sua è solo un’apparente immobilità. Come una bomba inesplosa, residuato bellico della II guerra mondiale, può scoppiare da un momento all’altro. Il suo look poi, omaggio a tutti i cattivi del film muto (soprattutto di Fritz Lang), non fa altro che sottolineare la carica comica del personaggio. Talmente comico che il montaggio delle sue scene è stato difficilissimo. Gli attori che gli stavano attorno riuscivano a stento a trattenere le risate.

Ma altri caratteristi straordinari hanno recitato in questo film, come George C. Scott, che da vita al generale Buck Turgidson. Anche lui è un consigliere del Presidente, forse il più ottimista. L’unico che riesce a vedere un lato positivo nella guerra termonucleare. Molti pensano che il suo ruolo sia ispirato ad un personaggio realmente esistito, il generale Curtis LeMay, considerato un fanatico anticomunista. Si dice che sul set molte furono le discussioni tra l’attore e Kubrick. Il regista pretendeva una recitazione eccessiva, sopra le righe, ma Scott preferiva mostrare il suo personaggio come una persona “normale”. Ovviamente Kubrick ebbe la meglio. Il generale Turgidson ci viene presentato come una persona profondamente infantile, che fa il broncio se viene rimproverato e gioisce come un bambino quando descrive la potenza dei B-52.

Il maggiore Kong, comandante del B-52 doveva essere interpretato da Sellers, ma l’attore non era convinto per il fatto che non sapeva imitare l’accento Texano. Una frattura alla gamba, che ne limitava la mobilità, costrinse Kubrick a toglierli il ruolo (leggenda vuole che la gamba rotta fosse stata un’ingegnosa macchinazione attuata da Sellers per farsi togliere la parte).
Per il ruolo venne scelto Slim Pickens, Texano puro. L’attore non ebbe difficoltà nell’interpretare il ruolo perché praticamente doveva essere se stesso!



L’orgasmo nucleare

La fine del film dove il maggiore Kong cavalcando il missile si lancia sul territorio Russo è forse una delle scene più emblematiche del film. Il missile, vero e proprio simbolo fallico, esplode in quello che possiamo benissimo definire un orgasmo nucleare. Una conclusione che si ricollega con l’inizio, dove durante i titoli di coda , assistiamo all’”accoppiamento” in volo di due B-52.Questa fine, anche se grottesca, in realtà è molto drammatica. Sappiamo benissimo infatti che l’esplosione della bomba Americana porterà all’accensione del famigerato “Ordigno fine del mondo”, micidiale arma Sovietica capace di distruggere il mondo intero.Tutto per colpa di un errore.La felicità del generale Kong, contento di morire per la sua patria, non ha dunque motivazione, ma morire per niente non è forse l’essenza di ogni guerra.

Anche il generale Turgidson, fermo sostenitore dell’anticomunismo, convinto che l’arma Russa sia solo un bluff, alla fine ha un attimo di turbamento. Finalmente ha capito che non si tratta di un grande gioco.

L’unico rinvigorito è il Dottor Stranamore. Rigenerato da quest’orgasmo si solleva dalla sua carrozzella gridando in un misto tra tedesco e inglese: “Mein Fuhrer, i can walk!” (“mio Fuhrer, posso camminare!”).La fine, con le inquadrature dei funghi atomici che scorrono sullo schermo, accompagnati da una canzone che dice: “We’ll meet again” (“ci incontreremo di nuovo”), non è per niente confortante. Suona quasi come una minaccia. Vuole forse dire che questo è comunque il destino del mondo?Se anche Stranamore riuscisse a portare a compimento il suo progetto di una razza superiore forse anche questa culminerebbe nell’autodistruzione.

Il dramma

La data della prima del film, il 22 Novembre 1963 coincise con uno dei momenti più drammatici della storia americana, l’omicidio di John Kennedy.Ovviamente la proiezione fu cancellata.Nell’attesa Kubrick diede inizio ad una geniale campagna pubblicitaria comprendente trailer, spot televisivi, locandine e poster. Il tutto per attirare l’attenzione degli spettatori.



Curiosità

  • Per prepararsi al film Kubrick Ha letto più di 50 libri sulla guerra nucleare.
  • Durante le riprese il regista venne a sapere che Sydney Lumet avrebbe girato un film simile dal titolo “Fail Safe”
    Temendo che questo potesse danneggiare gli incassi di “Stranamore” Kubrick, con l’aiuto della produzione, intentò una causa legale dichiarando che il film fosse un plagio del loro.
  • Una prima bozza della sceneggiatura cominciava con gli UFO che osservavano la terra dopo l’olocausto nucleare.
  • La stanza della guerra, realizzata dallo scenografo Ken Adam, era un set imponente alto 10 metri. Il suolo occupava uno spazio di 1200 metri quadrati. Per realizzarla impiegò più di 150 artigiani.
    Adam realizzò anche gli interni del B-52 senza nessun aiuto da parte dei militari americani. Il risultato ottenuto basandosi su una piccola foto e sulla fantasia è stupefacente.

  • George C. Scott era famoso per essere un tipo violento. Per guadagnarsi la sua fiducia Kubrick lo batteva a scacchi.
  • Gran parte delle battute di Sellers sono improvvisate.
  • Il finale originale del film prevedeva che all’interno della stanza della guerra si scatenasse una battaglia a torte in faccia.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ah che bel film complimentoni per averlo messo in mostra ! uno dei miei preferiti e dei migliori di kubrick in assoluto.
KarnEvil9

filippo ha detto...

Grazie per la visita e per i complimenti...anch'io adoro Kubrick e in particolare questo film...

Ciao

Luciano ha detto...

Continua la mia lettura dei tuoi approfondimenti. Questo è superlativo. "Affrontare" film di Kubrick è sempre un'impresa complessa. Naturalmente, inutile dirlo, il film è un capolavoro, perfetto in ogni sua parte. Piace anche a me approfondire e discutere sul Cinema, ma sui blog non è cosa semplice.
A presto.

filippo ha detto...

Sempre troppo buono...^^
Un film che adoro e riguardo sempre con piacere.
Grazie per la visita e a presto!

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